Tintilia, il vitigno storyteller del Molise (Parte II)


Wine on the road / venerdì, Maggio 17th, 2019

Il secondo ed ultimo giorno del nostro “wine on the road” molisano lo abbiamo dedicato alla scoperta di una cantina a San Felice del Molise: Claudio Cipressi.

L’Azienda agricola coltiva 15 ettari con vitigni autoctoni: 12 sono dedicati alla Tintilia, protagonista indiscussa, 1.5 al Montepulciano, meno di 1 alla Falanghina e 0.5 al Trebbiano. In questo momento la struttura è “work in progress” perché l’attuale cantina verrà trasformata in un luogo adatto a ricevere famiglie, che vogliono stare a contatto con la natura, e turisti che, come noi, vogliono conoscere i vini molisani.

Al nostro arrivo Claudio ci ha accolti mostrandoci le diverse autoclavi in acciaio e alcune botti dove affina sia i vini rossi che i bianchi. Durante la visita siamo rimasti davvero affascinati dal rispetto e dall’attenzione che Claudio ha verso il vitigno in tutto il suo ciclo produttivo; partendo dalle vigne fino ad arrivare all’imbottigliamento. Le uve vengono infatti selezionate grappolo per grappolo per poi passare ad una lavorazione che segue processi tradizionali, mai invasivi, ed infine ad un affinamento che esalta le caratteristiche proprie del vitigno

Abbiamo iniziato la degustazione dei vini, assaggiando, direttamente dall’autoclave, la Falanghina 2017 destinata a diventare Settevigne Falanghina: calda, morbida e al tempo stesso fresca e sapida, un prodotto davvero interessante.

Siamo poi passati ai rossi e alle varie versioni di Tintilia che Cipressi propone:

  • Macchiarossa: Affinamento di 36 mesi in acciaio e 6 in bottiglia;
  • Tintilia 66: Affinamento di 36 mesi in barrique e 6 in bottiglia;
  • Settevigne Tintilia: Affinamento di 18 mesi in acciaio e 6 in bottiglia;

Oltre ad assaggiare questi vini, abbiamo degustato alcune annate di Tintilia, ancora in autoclave, per comprendere a pieno l’evoluzione del vino e definire il periodo perfetto per l’imbottigliamento.

Ci siamo così innamorati di questa realtà da avergli dedicato due piccoli posti nella nostra cantina;
  • La scelta di Alice: Macchiarossa, 100% Tintilia: Il rosso rubino di questo vino tende già al granato, i sentori richiamano a gran voce il vitigno: spezie, note balsamiche, leggermente tostate e una ciliegia matura. All’assaggio riesce ad avvolgere, ad essere rotondo e ad avere un equilibrio perfetto tra morbidezza e freschezza.

  • La scelta di Daniele: Macchianera; 85% Montepulciano, 15%Tintilia: Il rosso rubino sfocia ancora una volta in sfumature granate, matrimonio perfetto tra il bouquet aromatico del Montepulciano e l’aroma speziato della Tintilia. Alla bocca rimane intenso e persistente con un tannino reso ancora più nobile dall’affinamento in barrique.

Al termine della degustazione Claudio ci ha svelato un piccolo segreto: in alcune botti sta affinando il suo passito di Tintilia. Inutile dire che non vediamo l’ora di assaggiarlo e che tempesteremo Claudio di telefonate per sapere quando potremo rubargli due bottiglie.

#rossi_advisor:

  • Tinti..che??? La Tintilia è un vitigno ASSOLUTAMENTE da scoprire, da semplice vino da tavola locale oggi viene valorizzato in tutte le sue particolarità attraverso affinamenti e vinificazioni diverse, creando un prodotto tutto da scoprire!
  • Se dovesse venirvi fame tra una cantina e l’altra potete fermarvi a Guglionesi alla trattoria “Il pagatore”. Questo è proprio il caso in cui l’abito non fa il monaco, la trattoria ha infatti un aspetto piuttosto rustico e semplice ma propone piatti genuini, dai sapori autentici che sicuramente vi stupiranno sia nel sapore che nel prezzo. Decisamente da provare!

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